La sindrome dolorosa discale colpisce per lo più pazienti giovani in età lavorativa (40% circa dei casi).

Il disco intervertebrale è una struttura fibrocartilaginea con un nucleo gelatinoso, interposta tra i 2 corpi vertebrali.

La regione posteriore del disco è riccamente innervato da terminazioni del nervo seno vertebrale e solo dal 1946 tale struttura è stata considerata come causa di dolore lombare.

La caratteristica principale del dolore di origine discale (dolore discogeno) è la centralizzazione, cioè origine della linea mediana e si distribuisce bilateralmente nella regione lombare, sacrale e glutea.

Il dolore si accentua con la flessione del busto in avanti, nella posizione seduta e può ridursi nella stazione eretta. Il disco intervertebrale può essere inoltre causa indiretta di dolore lombare (dolore discogeno) ed in questi casi (come ad esempio nelle protrusioni o nelle ernie discali contenute) il dolore può essere lateralizzato e con irradiazione lungo una radice nervosa cervicale, dorsale o lombare.

A livello lombare, la diagnosi può essere completata con una DISCOGRAFIA EVOCATIVA, mediante iniezione intradiscale di mezzo di contrasto idrosolubile.

Si possono così differenziare le forme chimiche (dolore discogeno) dalle forme meccaniche (dolore discogeno) e scegliere le adeguate strategie terapeutiche.

Per il dolore DISCOGENO si può utilizzare la “Denervazione Discale in Radiofrequenza” , mentre per le forme DISCOGENE si utilizzano tecniche Decompressive Meccaniche ed in Radiofrequenza o con sonde laser.

Tali procedure percutanee si praticano in anestesia locale ed hanno la durata di 30’ circa.

A livello cervicale è invece necessaria l’anestesia generale con IOT.

Le percentuali di successo sono elevate con rischio chirurgico molto basso, anche se le riacutizzazioni sono frequenti, specie in pazienti che esercitano attività lavorativa pesante.

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Dott. Rodolfo Bucci
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