La radiofrequenza viene utilizzata non solo per il ringiovanimento cutaneo, ma ormai, almeno nelle mie mani, ha sostituito il bisturi perché con le onde radio riusciamo a tagliare e a coagulare, quindi per tutti gli interventi sia di estetica che funzionali delle palpebre, utilizziamo questo strumento riducendo così tutti i rischi blefaroplastica, dove invece si interviene chirurgicamente.

Lo utilizzo sia in ospedale che in casa di cura dove adotto diversi parametri che posso combinare in maniera differente a seconda di cosa voglio ottenere: se voglio dei tagli molto superficiali o più profondi, se voglio coagulare o solo esfogliare certe zone e certe imperfezioni della pelle.

Il vantaggio qual é?

Non devo fare digitopressione in quanto utilizzando solo delle onde radio non schiaccio i tessuti, quindi ho dei tagli molto più precisi e poi non ho sanguinamento o ne ho pochissimo e quindi questo vuol dire che c’è un decorso postoperatorio nettamente migliore.

Vi sono tanti elettrodi che si possono utilizzare: cambiandoli possiamo avere degli elettrodi più fini, più spessi, o elettrodi piatti per i vari utilizzi.

Per esempio, se io voglio fare una blefaroplastica riesco ad incidere la pelle solo passandoci vicino, rimanendo molto superficiale, senza andare nei tessuti profondi e piano piano la riesco a sollevare con queste onde radio.

L’elettrodo piatto, molto minuto, serve per coagulare i piccoli vasi oppure per una tecnica che ho ideato per togliere lo xantelasma, senza tagliare e senza punti di sutura.

Gli xantelasmi sono quelle macchie gialle che possono venire attorno alle palpebre. Invece di tagliare e dare dei punti possiamo farli evaporare con una tecnica personale che ho chiamato “XANTELASMA SHAVING”, proprio perchè la “chiazza giallastra” viene “rasata via”.

La mia tecnica consiste nel dirigere le onde radio, utilizzando una piccola punta conica, verso il piano di clivaggio tra la parte gialla e la parte sana e piano piano riesco a sciogliere lo xantelasma. Si crea un’escara, cioè una crosticina, che guarisce per seconda intenzione (cioè dopo aver formato l’escara): dopo qualche settimana la crosticina cade e, non avendo rimosso della pelle, non viene eliminato del tessuto e non si formano così delle retrazioni da cicatrice.

Questo è molto importante per gli xantelasmi delle palpebre inferiori. Se noi in questa zona andiamo a togliere un po’ di pelle rischiamo un ectropion: la pelle viene stirata in basso e l’occhio si allarga e crea problemi sia estetici che funzionali.

Con questa tecnica, che si basa sulla radiofrequenza, noi riusciamo ad eliminare questo inestetismo senza tagliare, senza chirurgia.

La radiofrequenza è molto utile anche per grandi interventi. In Ospedale eseguo grossi interventi di ricostruzione tumorale. Ci sono tanti pazienti che accusano delle neoformazioni attorno alle palpebre che si chiamano basaliomi e che oggi sono molto frequenti, sia per l’aumentata esposizione al sole che per il prolungamento della vita media.

Per cui quando notate qualche piccola pustolina non dovete attendere troppo a farvi controllare perchè se fosse un iniziale tumore, si elimina più facilmente quando è ancora piccolo.

Certi casi arrivano purtroppo quando sono già molto estesi quindi io devo ricostruire: per ricostruire la palpebra devo prendere della pelle, trasportarla dalla guancia o dalla fronte. La radiofrequenza mi dà anche in questo caso un grosso aiuto, perché ho molto meno sanguinamento, vedo bene tutti i tessuti riuscendo ad ottenere ottimi risultati estetici e funzionali.

Non solo per i tumori, ma per le ptosi, per l’ectropion, l’entropion e per tutti gli interventi intorno alla palpebra, la radiofrequenza ha ormai sostituito il bisturi.

Anche per la rimozione del grasso, delle antiestetiche borse sotto gli occhi, ormai la radiofrequenza è meglio del laser, perché si è visto che il laser scalda troppo e che a volta brucia e crea dei coaguli che poi danno delle grosse infiammazioni.

La radiofrequenza è più delicata: con un elettrodo piatto, a forma di spatolina, si riescono ad isolare le logge grassose che poi si possono riposizionare. Ormai si cerca di togliere meno grasso possibile, ma di riposizionarlo, quindi di rimetterlo nel solco vicino al naso che normalmente è il primo che, nelle persone avanti con gli anni, diventa più evidente.

Se ce n’è troppo, un pochino di grasso si rimuove, ma viene normalmente spostato nel solco ottenendo dei risultati estetici molto buoni. Il grasso essendo molto vascolarizzato si riesce a modellare molto bene con la radiofrequenza, senza rischiare grosse emorragie che possono estendersi tutte intorno all’occhio.

Dott. Carlo Orione
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