Lo hanno soprannominato “vampire facelift”, negli USA è sempre più popolare e pare che sia il segreto di bellezza di tante star, fra le quali Kim Kardashian e Angelina Jolie. Il nome scientifico di questa procedura è PRP therapy, dove PRP sta per platelet-rich plasma, ossia “plasma ricco di piastrine”. Si preleva del sangue dal paziente, lo si tratta in una centrifuga che separa il plasma e le sue piastrine e si reinietta questo siero nel viso.

Il risultato sarebbe un miglioramento della consistenza, del tono e del volume del volto, dovuta al fatto che la sostanza iniettata, del tutto naturale e proveniente dal corpo stesso del paziente (e che quindi non rischia di provocare reazioni allergiche), stimola la rigenerazione delle cellule, i fibroblasti e la rigenerazione del collagene.

La procedura per l’iniezione è mini-invasiva e la pelle risulta rivitalizzata, le piccole rughe spianate. I connotati non cambiano, ma l’aspetto del viso è più luminoso e fresco. In genere il trattamento viene effettuato una volta al mese per un paio di sedute, poi si può ripetere ogni sei.

Il “vampire facelift” comincia a essere proposto anche dai medici italiani, ma a poterlo eseguire sono solo coloro che hanno l’autorizzazione a utilizzare gli emoderivati. Infatti la tecnica è soggetta alla legge n.219/2005, quella che regola la donazione, la manipolazione e lo stoccaggio del sangue e dei suoi derivati, una legge promulgata allo scopo di evitare la commercializzazione delle sacche di sangue.

La legge ha maglie molto strette, ma sono permessi, in deroga, accordi stipulati dagli organi regionali tra i centri trasfusionali e alcuni studi privati per l’inoculazione del sangue autologo così preparato.