«Una mia amica ha fatto il PRP la scorsa settimana!»
«Ma non si dice il PRP, il mio medico lo chiama così…» la corregge l’amica.
«Può essere. E non ha neanche avuto male dopo …»

Conversazioni come queste non sono infrequenti tra persone interessate a valutare i trattamenti antiage più efficaci. Se i filler riempitivi e la tossina botulinica sono ampiamente conosciuti, i trattamenti a base di PRP e, ancor più PRFM, sono meno conosciuti.

Ma vediamo di capire di cosa si tratta e a chi può essere utile questa PRP. Per fare questo ne parliamo con il chirurgo estetico dr. Pietro Martinelli.

BGN:
Dr. Martinelli cosa significano queste 2 sigle PRP e PRFM?

Martinelli:
PRP è un acronimo inglese che sta per Platelet Rich Plasma, cioè Plasma Ricco in Piastrine, mentre PRFM sta per Platelet Rich Fibrin Matrix, cioè Plasma Arricchito di Piastrine in Matrice Fibrinica.

BGN:
Parliamo allora del Plasma Ricco in Piastrine: perché viene definito da alcuni operatori come un “elisir di giovinezza”?

Martinelli:
Nel PRP sono presenti le piastrine in alta concentrazione. Le piastrine contengono dei “granuli” che rappresentano i Fattori di Crescita, sono particolari sostanze che hanno il compito di rigenerare i tessuti danneggiati. La scoperta fu fatta nei primi anni ’60 dai nobel Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen (1986). Una volta che il PRP viene iniettato nella pelle le piastrine si rompono e i fattori di crescita possono esplicare la loro potente azione rigeneratrice e stimolante sulle cellule dermiche, i fibroblasti, che iniziano a produrre principalmente collagene (di terzo tipo quello giovane), acido ialuronico ed elastina, inoltre si generano nuovi vasi sanguigni che ossigenano più intensamente il derma.

BGN:
Da dove nasce questa metodica?

Martinelli:
Il dottor Eduardo Anitua fu il pioniere nell’uso dei fattori di crescita per impianti dentali con sorprendenti risultati. Il suo successo si estese ad altre discipline mediche: in traumatologia, in oftalmologia, nella medicina sportiva…
Attualmente si impiega in Medicina Estetica per rigenerare e ringiovanire la pelle con risultati eccellenti.

BGN:
Rischi per la salute quindi non ce ne sono?

Martinelli:
Poiché è autologo (cioè derivato dal paziente stesso), si evita il rischio di malattie trasmissibili come HIV ed Epatite Virale.
L’utilizzo del PRP (e dei Fattori di Crescita in esso contenuti) è dedicato alla chirurgia plastica ricostruttiva ed alla medicina estetica, come pure alla medicina antiaging ed alla medicina rigenerativa.
Il PRP è particolarmente usato nel rinnovamento cellulare della cute del viso, del collo, del decolletè e delle mani (ma può essere usato anche per la cute dell’addome e delle gambe) e anche per la ricrescita e l’infoltimento del capello.
E’ una sostanza naturale e di derivazione umana (dallo stesso paziente). Non esistono effetti collaterali (quali possibili allergie o intolleranze). E’ privo di tossicità. Stimola i processi riparativi e la crescita dei tessuti lesi sui quali è applicato. Stimola la proliferazione cellulare. Stimola i processi bioriparativi e rigenerativi. Stimola l’angiogenesi e la rivascolarizzazione dei tessuti.
Stimola la proliferazione delle cellule mesenchimali (in particolare delle CELLULE STAMINALI MESENCHIMALI ADULTE), le stesse che “autotrapiantiamo” con il lipofilling. Stimola la guarigione delle ferite ed accelera la cicatrizzazione. Stimola la produzione di fibroblasti. Stimola la produzione di collagene. Accelera lo sviluppo dei tessuti ossei e la capacità osteoinduttiva e la produzione di osteoblasti. Stimola la produzione delle cellule muscolari.

BGN:
Quanto tempo ci vuole prima che si abbiano dei risultati evidenti?

Martinelli:
I risultati ottenibili con la biostimolazione non sono evidenti come l’effetto di un filler o della tossina botulinica, cioè immediati. La terapia con PRP/PRFM è una stimolazione biologica e come tale ha dei tempi dettati dal turnover cellulare ma già dopo la prima seduta, cioè a un mese di distanza, gli effetti benefici della rigenerazione indotta dai fattori di crescita sono evidenziabili in un maggior turgore dei tessuti, in luminosità e compattezza della pelle e attenuazione delle rughe, in una riduzione della tramatura cutanea, in una levigatezza superficiale della cute che in somma donano un viso più tonico, più giovane, più luminoso.

BGN:
Il PRP ha lo stesso problema dei filler che tende a riassorbirsi nel tempo?

Martinelli:
Il PRP/PRFM non è un prodotto che si riassorbe ma è un potente stimolante della rigenerazione tissutale.

L’azione che esplica è diretta sulle cellule del derma che vengono messe nella condizione di reagire a stimoli rigenerativi mediati dai fattori di crescita.

Questa azione di stimolo dura alcune ore quando si parla di PRP e fino a 5/7 giorni se si considera invece il PRFM.
Quindi in questo ultimo caso la concentrazione piastrinica passa un po’ in secondo piano e risulta più efficace il lungo contatto e il rilascio nel tempo dei FC imbrigliati nella matrice fibrinica che funziona da “scaffold”. (impalcatura, NdR)
E’ come se disponessimo di un farmaco a lento rilascio che mantiene nel tempo la sua azione terapeutica. Ma molto meglio di un farmaco e senza rischi, senza tossicità.
Risulta evidente che gli effetti della stimolazione con PRFM siano più intensi e più prolungati e così anche il risultato che si ottiene è più performante.
Possiamo affermare che pur essendo un’ottima biostimolazione quella mediata dal PRP è meno intensa e duratura in confronto a quella effettuata con il PRFM.
Il PRFM è l’evoluzione del PRP.
Nel PRFM i fattori di crescita sono disponibili da subito perché con questa metodica nuova si riesce ad attivarli prima di iniettarli: non si deve attendere il tempo necessario alle piastrine di rompersi una volta iniettate e quindi di rilasciarli nella matrice dermica.
Sono subito disponibili per le cellule dopo iniezione. Immediatamente.

BGN:
Cicatrici, capelli… sembra risolvere qualsiasi problema…

Martinelli:
Si sembra proprio così, almeno in linea teorica. Spesso si rischia di credere di poter disporre di un’unica sostanza o metodo per curare tutto. I risultati ottenuti con il PRFM sono entusiasmanti e la tecnica è diretta alla soluzione di diverse patologie. La strada da percorrere è ancora lunga per poter pensare di disporre di una cura efficace anche per malattie gravi. Buoni risultati sono stati ottenuti nella cura delle tendinopatie, nella cura delle ferite, delle cicatrici, nelle fasciti, nelle patologie articolari con risoluzione delle stesse o miglioramenti a tratti sorprendenti ed immediati. Nella rigenerazione ossea, dermica e anche per la cura di patologie ginecologiche: efficace nella risoluzione del lichen sclerorus vaginale (patologia di difficile risoluzione con i metodi classici e altamente invalidante). Anche per il ringiovanimento dei genitali femminili (e maschili), per risolvere problemi di secchezza vaginale in modo efficace e sicuro.

Nel campo della medicina estetica e preventiva si ottengono buoni risultati ed anche per il capello la metodica è quella che ad oggi ha un razionale scientifico e offre risultati in ca. il 70% dei casi (tra ricrescita e rinfoltimento con ,in entrambi i casi, un aumento del diametro del capello).