Quando si parla di calvizie maschile ci si riferisce comunemente alla alopecia androgenetica.

Questa malattia che colpisce i follicoli piliferi si rende evidente in modo graduale, per cui il soggetto pensa sovente che si tratti di una fase passeggera o di un moderato diradamento.

Il (DHT) diidrotestosterone (5α-Diidrotestosterone 5a-DHT) è un metabolica attivo dell’ormone testosterone che si forma nella prostata, nei testicoli, nei follicoli dei capelli e nelle ghiandole surrenali con l’azione dell’enzima 5a-reduttasi.

Il DHT appartiene alla classe dei composti detti androgeni che hanno la funzione di stimolare e controllare lo sviluppo delle caratteristiche maschili.

L’azione del DHT sul follicolo pilifero ne determina una miniaturizzazione. Anche se in una prima fase il numero dei capelli non diminuisce, questi diventano più sottili e la loro radice si fa più superficiale.

La produzione di melanina tende progressivamente a cessare per cui i capelli, anche se presenti, diventano quasi invisibili, contribuendo così a rendere il diradamento ancora più evidente.

La fase di crescita del capello (fase anagen) si fa più breve e ciò causa un accorciamento della lunghezza massima del capello e una forte caduta.

L’insieme di tutti questi fattori come una caduta massiccia, il capello sottile, il capello privo di colore e la produzione di capelli corti, determina il tipico aspetto del cuoio capelluto comunemente noto come calvizie maschile.


L’insieme dei sintomi che abbiamo sopra elencato possono provocare anche pruriti e rossori, che sono segni tipici dell’infiammazione. L’infiammazione contribuisce alla morte dei follicoli e alla progressione della calvizie maschile.

In questa tipica fase i capelli sono simili a quelli del neonato, cioè corti e depigmentati e prendono il nome di vellus.

La fase successiva della calvizie maschile è il diradamento vero e proprio con la morte dei follicoli e la conseguente alopecia androgenetica (col termine di alopecia si intende la completa assenza di capelli: il termine deriva dal greco alopécs = volpe, in quanto la volpe perde i peli a chiazze in primavera).

La calvizie (alopecia androgenetica) ha una progressione che impiega circa due anni. Normalmente comincia a manifestarsi intorno ai 18 anni con la completa maturazione sessuale e a 20 si può avere una alopecia conclamata che parte dalle tempie o dal vertice del capo per estendersi a tutto il cuoio capelluto.