ROY DE VITA

Il dottor Roy de Vita (Napoli, 1957) è uno dei più noti chirurghi italiani ed è primario della Divisione di Chirurgia Plastica dell’Istituto dei Tumori di Roma Regina Elena. In qualità di esperto per la disciplina “Chirurgia Plastica” è inoltre fra i componenti del Consiglio Superiore di Sanità, massimo organismo consultivo del Ministro della Sanità.
Membro di accreditate società scientifiche italiane ed internazionali (quali la Società Italiana di Chirurgia; l’American Society of Plastic Surgeons; la Facial Academy of Plastic Surgery – Joseph Society e l’International Confederation for Plastic and Reconstructive Surgery) è autore di numerose pubblicazioni nel settore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

All’attività clinica (può vantare una casistica operatoria personale di oltre 10 mila interventi chirurgici eseguiti da primo operatore), alterna l’attività scientifica e didattica: autore di oltre 100 lavori scientifici presentati ai più importanti Congressi nazionali ed internazionali, è docente nel Master di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica della Mammella dell’Università degli Studi di Genova e al Master di Dermatologia Plastica dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.

Roy de Vita è inoltre molto noto al grande pubblico per le numerose interviste rilasciate a giornali generalisti e per la costante presenza a programmi TV (“Porta a Porta”, “Uno Mattina”, “Check-up”, “Italia sul Due”, “Verissimo” ) nei quali ha avviato una campagna divulgativa sulle problematiche legate alla chirurgia plastica e ricostruttiva. Riceve a Roma nello studio di Viale Parioli 2; Telefono +39 06 3291296; E-mail segreteria@roydevita.it

Video
Il chirurgo plastico? “Un medico che compie atti terapeutici per guarire malattie fisiche e psicologiche dei propri pazienti”. Ecco come il dottor Roy De Vita definisce il ruolo dei chirurghi plastici e spiega la differenza fra chirurgia plastica e ricostruttiva.

https://www.youtube.com/watch?v=yx8J7ce7SPk

Tutelare la saluta della donna e la sicurezza delle pazienti è fondamentale: un’interessante intervista al professor De Vita sul tema della protesi mammarie e dell’istituzione del registro nazionale protesi.

Il 22 maggio 2012 in Parlamento, è stata approvata una legge che vieta di impiantare protesi al seno sulle minorenni per fini estetici e che istituisce i registri protesi regionali e nazionale, introducendo l’obbligo di impiantare le protesi mammarie solo da specialisti.

Il prof. De Vita è stato uno dei componenti del gruppo tecnico di studio della legge.

«Abbiamo cominciato tre anni fa – dice – a fine 2011, dopo lo scandalo delle protesi francesi difettose, il Senato ha ripreso l’esame del testo e lo ha approvato. Il registro protesi è fondamentale per la sicurezza delle pazienti perché è l’unico strumento che ci consente di monitorare un impianto protesico durante tutta la sua vita, tutte le reazioni avverse nonché le rotture e qualsiasi tipo di problema legato alla presenza dell’impianto. Noi siamo il primo Paese al mondo ad avere questo registro nazionale, tutti gli altri registri esistenti sono su base volontaria, cioè fatti dai singoli centri senza un coordinamento ministeriale e quindi incompleti, mentre avere un registro nazionale può fare la differenza. E’ vero che il resto del mondo si adeguerà a questa nostra iniziativa».

Quali altri modi per tutelare la donna?

«Un altro grande pericolo sono i forum e i pareri su Internet, che intendono sostituire il consulto del chirurgo. Il web è una meravigliosa opportunità, ma non dimentichiamo che non esiste controllo sui contenuti. Per cui sarebbe opportuno che la gente smettesse di credere che Internet è l’Enciclopedia Treccani».

(La Sicilia, 2 luglio 2012)

Un chirurgo serio dice no ad interventi poco realistici e determinati da motivazioni fuorvianti. Un estratto di un’intervista al dottor Roy De Vita sul tema della mastoplastica additiva.

Dice dei “no” categorici alle richieste dei pazienti?

«Quando le aspettative non sono realistiche e quando capisco che. le motivazioni sono fuorvianti sì. Se una vuole rifarsi il seno, perché il marito è scappato con una con il seno prosperoso, le spiego che non è la motivazione giusta per sottoporsi a un intervento, che la sua idea non è corretta e che dopo il marito non tornerà indietro. Da anni dico tanti, tantissimi no».

Qual è l’età migliore per rifare il seno?

«Non esiste un’età giusta. Comunque no alle diciottenni, le minorenni sono tagliate fuori. L’età giusta è quando una donna è matura e consapevole. Una ragazza di 30 anni, che ha avuto due figli e un seno rovinato, è giustificata. Mando certamente via quelle che da una quarta vogliono passare a una sesta, perché così pensano di lavorare nel mondo dello spettacolo e fanno più serate da fenomeno. Gli svantaggi di un corpo estraneo sono grandi e devono essere giustificati e poi non basta una sesta per fare carriera. E soprattutto non sanno che quello che guadagnano in un anno, tanto durano questi fenomeni, non basterà a pagare lo psicanalista per tutta la vita».

Sulle spiagge, che cosa di “rifatto” si riconosce subito?

«II seno. Se non rispetta la legge di gravità e non si appoggia nemmeno quando il corpo è sdraiato, è certamente rifatto. Poi zigomi, labbra e occhi troppo tirati fanno diventare le facce tutte uguali».

(Chi, 23 giugno 2010)