Luigi Izzo: botulino utile per migliorare la posizione del sopracciglio

Il dott. Luigi Izzo è uno specialista di chirurgia plastica ricostruttiva. Ha partecipato a numerosi congressi Nazionali ed Internazionali di Chirurgia Plastica ed Estetica e di Medicina Estetica e il botulino fa parte della sua pratica quotidiana professionale.

Dott Izzo, lei da quanti anni inietta tossina botulinica?
Quasi dieci anni, non appena è divenuto possibile utilizzarla in Italia, con le doverose certificazioni AIFA sulla sicurezza del farmaco.

Qual è la percentuale dei suoi pazienti che fa punture di botulino?
L’80% dei miei pazienti si sottopone abitualmente ai trattamenti con botulino in maniera ripetuta e continuativa.

Qual è l’età di chi si sottopone a botulino?
E’ un valore estremamente variabile. Per il trattamento più frequente, cioè per migliorare l’aspetto della fronte e del contorno occhi andiamo dai 30 anni ad oltre 70, quindi dal correggere i primi segni del trascorrere del tempo fino a vere e proprie terapie mediche del cronoinvecchiamento. Naturalmente variamo le quantità di tossina somministrate, a seconda dell’età dei pazienti e dello stato generale di crono e foto invecchiamento del viso. Esistono anche pazienti compresi in una fascia di età inferiore, anche a partire dai 18 anni, che si sottopongono al trattamento per eliminare l’iperidrosi, cioè l’eccessiva sudorazione di mani, ascelle e piedi.

Tra i pazienti che fanno botulino, quanti sono i maschi? Sono in aumento rispetto a 5 anni fa?
I maschi sono sicuramente una presenza in aumento  nei nostri studi, circa il 20% dei pazienti totali. Va precisato tuttavia che, in generale, gli uomini sono un po’ più restii a sottoporsi a trattamenti iniettivi, a volte sono meno interessati all’aspetto del viso piuttosto che quello del corpo, e prediligono soluzioni a lungo termine… Per cui sicuramente la percentuale di uomini che si sottopongono alla tossina botulinca è inferiore, circa il 10% del totale.

Quanti sono i vostri pazienti che rifanno le iniezioni di botulino dopo averle fatto una prima volta?
Quasi il 100%. Una volta sfatato il mito della pericolosità della tossina e dell’artificiosità del risultato, i pazienti sono ben più che contenti di continuare a sottoporsi periodicamente alle iniezioni di tossina botulinica per mantenere il risultato ottenuto con la prima iniezione.

Quali sono i motivi per cui i pazienti si sottopongono a iniezioni di botulino (ringiovanire, correggere difetti…)
Sono due i principali campi di applicazione: correggere la posizione del sopracciglio che con il tempo tende a portarsi più in basso verso l’occhio e quindi risultare in uno sguardo stanco e spento. Oppure per eliminare le rughe della fronte, del contorno occhi e della glabella (cioè la zona tra le sopracciglia). Altri pazienti ricorrono alla tossina per eliminare l’eccessiva sudorazione di mani, piedi e ascelle, che nel loro caso costituiscono un importante limite alla loro vita di relazione, sociale e lavorativa.

Anche se non esiste una specifica specializzazione, cosa può succedere se ci si rivolge a un medico che non è “specializzato” in botulino?
E’ necessario che il medico che pratica il trattamento con la tossina botulinica possegga una ottima conoscenza dell’anatomia e della funzionalità dei muscoli del volto e sappia modulare il trattamento in relazione alle esigenze del paziente che sta trattando. Altrimenti è purtroppo facile “inciampare” in qualche complicazione: sopracciglia asimmetriche o mefistofeliche oppure cadenti oppure volti inespressivi, eccessivamente “ghiacciati”. Fortunatamente gli effetti sono transitori e nel giro di qualche mese le complicazioni si risolvono gradatamente e spontaneamente.

Quando tra i vip c’è qualche caso di “disastro” estetico (vedi Renèe Zellweger, Uma Thurman e così via) si dà sempre la colpa al botulino. Cosa ne pensa?
Magari fosse colpa del botulino! Perchè, come detto, ha un effetto totalmente temporaneo e reversibile. Purtroppo si etichettano facilmente tali disastri estetici come botulino, mentre in realtà sono effetti di una chirurgia estetica molto aggressiva, poco attenta al rispetto della fisionomia della persona e quindi alla naturalezza del risultato finale. Molto probabilmente sono interventi anche eseguiti in maniera corretta, ma seguendo un’impostazione ed un gusto estetico a dir poco datati e sicuramente non al passo con quelli che sono i nuovi modi di intendere il ringiovanimento del viso: non facce “tirate” ed inespressive, ma un’attenta analisi del volto e di come sia invecchiato negli anni (spesso le fotografie risalenti a 10-20 anni prima sono fondamentali) combinata con tecniche mirate e mininvasive, che mirino a riposizionare i tessuti dove sia necessario e a ripristinare i volumi persi, rispettando l’armonia del viso senza stravolgere la fisionomia dei nostri pazienti.