Giuseppe Serpieri: la mia esperienza con il botulino

Il dr. Giuseppe Serpieri chirurgo vascolare utilizza la tossina botulinica per i trattamenti nell’ambito della medicina estetica. Ecco la sua personale esperienza.

Da quanti anni inietta tossina botulinica?
Da circa 10 anni.

Qual è la percentuale dei suoi pazienti che fa punture di botulino?
La mia clientela è molto variegata, con richieste che vanno dalla terapia per capillari e vene varicose alla liposuzione laser, dalla “Soft Cosmetic Surgery” all’anti-ageing per viso e corpo. Dal 20 al 25% dei miei pazienti ha già provato o sta continuando a fare infiltrazioni di botulino.

Qual è l’età di chi si sottopone a botulino?
Si parte dai 35 anni fino a oltre 70 anni.

Tra i pazienti che fanno botulino, quanti sono i maschi? Sono in
aumento rispetto a 5 anni fa?

Percentualmente i soggetti di sesso maschile, seppure in aumento, rappresentano non più del 30% di coloro che richiedono questo genere di trattamento.

Quanti sono i suoi pazienti che rifanno le iniezioni di botulino dopo averle fatte una prima volta?
Direi che oltre il 90% di coloro che hanno provato il botulino almento una volta, chiedono di sottoporsi di nuovo al trattamento.

Quali sono i motivi per cui i pazienti si sottopongono a iniezioni di botulino (ringiovanire, correggere difetti…)?
La motivazione è certamente rappresentata dalla ricerca di un aspetto più giovanile, meno segnato sulla fronte e intorno agli occhi dai segni del tempo che passa. Ci sono anche richieste di trattamento in zone differenti, quali collo e decolletè, pur sapendo che in questi casi parliamo di trattamenti “off label”.

(N.d.R.: Per off-label si intende l’impiego nella pratica clinica di farmaci già registrati ma utilizzati in situazioni che, per patologia, popolazione o posologia vengono prescritte in maniera non conforme allo stesso).

Anche se non esiste una specifica specializzazione, cosa può succedere se ci si rivolge a un medico che non è “specializzato” in botulino?
L’uso della tossina botulinica richiede esperienza supportata da studio non solo della tecnica di iniezione e dei dosaggi da utilizzare, ma dell’anatomia delle regioni da trattare. Non ci si può assolutamente “improvvisare”, e non basta sostenere il principio che “tanto comunque, anche se sbaglio, poi si riassorbe e tutto torna come prima”.

Quando tra i vip c’è qualche caso di “disastro” estetico (vedi Renèe Zellweger, Uma Thurman e così via) si dà sempre la colpa al botulino. Cosa ne pensa?
Il mio modo di lavorare nel mondo della Medicina Estetica si ispira ad alcuni capisaldi, fra i quali la capacità di dire di no a trattamenti spinti con tentativi di creare visi troppo lontani dai miei personali canoni di bellezza, anche a costo di perdere clienti (cosa peraltro successa in più di una occasione). La tossina botulinica fa il suo lavoro, non ne ha colpa se viene utilizzata male.