Lipofilling: a che punto siamo? Intervista a Pietro Martinelli

Lipofilling, microlipofilling, trapianto autologo di grasso, lipostruttura, microautolipotrapianto… sono tanti i termini utilizzati per queste avanzate tecniche di chirurgia e medicina estetica che consentono di ripristinare i volumi di zone corporee che risultano svuotate per cause diverse.

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Dr. Pietro Martinelli

C’è chi ne parla come un grande passo avanti nel mondo della chirurgia estetica e chi invece nutre dei dubbi citando, ad esempio, il rischio di riassorbimento del grasso solo dopo pochi mesi, la iperpigmentazione della pelle nelle sedi trattate, e altre controindicazioni.

Per cercare di capire meglio cosa può offrire di nuovo il lipofilling ne parliamo con il dr. Pietro Martinelli, chirurgo estetico con studio a Brescia e Arona.

BGN:
Dr. Martinelli qual è in generale il vantaggio di utilizzare il proprio grasso corporeo invece di altri prodotti come i filler a base di acido ialuronico o altre sostanze?

P. Martinelli:
Nutrire dei dubbi è certamente doveroso quando si tratta di medicina e salute: è attraverso i dubbi che si è spronati a cercare sempre nuove soluzioni per il benessere della persona che rimane il centro di tutto.

La tecnica del lipofilling garantisce un elevato grado di sicurezza poiché, utilizzando lo stesso grasso del paziente, non si possono avere reazioni allergiche o di incompatibilità sempre possibili invece quando si usano materiali di sintesi provenienti dall’industria.

Possiamo definirla una tecnica di biorimodellamento a circuito chiuso proprio perché tutto ciò che viene impiantato proviene esclusivamente dal paziente. Il riassorbimento che lei citava è parte integrante dell’intervento; è comprensibile che una quota di tessuto adiposo si riassorba ed è per questo motivo che il lipofilling prevede un innesto ipercorrettivo.

Il grasso innestato si comporta in questo modo: nella zona più superficiale ci sono molti adipociti vitali e nella seconda più profonda cellule staminali che hanno il compito di rimpiazzare subito in nemmeno un giorno le cellule adipose che muoiono.

Le cellule morte vengono eliminate e rimpiazzate con nuove cellule adipose. Le cellule morte rappresentano il “riassorbimento” del grasso che risulta comunque limitato.

Esistono poi nuove tecniche di mantenimento del grasso impiantato molto efficaci che possono essere adoperate successivamente al lipofilling e anche durante l’innesto di tessuto adiposo: possiamo unire al grasso da impiantare il PRFM (plasma ricco di piastrine in matrice fibrinica) per aumentare la vitalità degli adipociti.

Si è visto che il PRFM stimola la produzione di una proteina detta Adipofilina che ha il compito di stimolare la produzione di tessuto adiposo.

BGN:
Il lipofilling è finalizzato al riempimento di zone svuotate: qual è l’età media e la tipologia di paziente che richiede questo trattamento?

P. Martinelli:
Non esiste un’età media anche se la maggior parte delle donne che si rivolge a me è di età compresa fra i 35/55 anni per quanto riguarda il seno, per il volto il discorso è diverso e direi che tutte le età sono comprese così come per i glutei. Poi ci sono pazienti che necessitano di interventi ricostruttivi a causa di traumi subiti,cicatrici e quant’altro o per ripristinare volume in zone atrofiche e correggere asimmetrie.

BGN:
Quali sono gli interventi di lipofilling che lei effettua più spesso?

P. Martinelli:
I trapianti di grasso al volto a scopo di ringiovanimento, per riempire le rughe o ricostituire i volumi (zigomi, mento, guance…) e il riempimento del seno per chi vuole un aumento di volume molto naturale senza protesi mammaria e quindi affrontando un intervento molto limitato rispetto alla chirurgia protesica.

BGN:
Parlando di lipofilling bisogna anche trattare l’argomento delle cellule staminali: sui grandi mezzi di informazione il tema delle cellule staminali embrionali ha creato un po’ di confusione.

P. Martinelli:
Sì è vero, ma i media spesso non riescono a mettere in luce i veri problemi e creano confusione. Il lipofilling è un intervento di prelievo e trasferimento di tessuto adiposo da una sede corporea ad un’altra dello stesso individuo.

Le cellule staminali sono presenti normalmente nel nostro grasso in grandi quantità (in un prossimo futuro il tessuto adiposo diventerà la sede idonea di prelievo di staminali invece del midollo osseo) quindi trasferendo il grasso trasferiamo anche cellule staminali, ma non possiamo e non vogliamo certamente manipolarle.

Il tessuto adiposo (grasso) prelevato viene opportunamente trattato tramite una procedura che prevede varie fasi (centrifugazione, filtrazione, decantazione) e che consente di separare la parte acquosa e oleosa dalla componente cellulo-stromale. Si ottiene così un materiale che contiene adipociti, preadipociti, SVF, GF, pronto per essere innestato nella nuova sede.

Oggi la centrifugazione non è più la metodica corretta per ottenere un tessuto adiposo da innestare, anzi alcuni studi mostrano come le alte pressioni a cui viene sottoposto il grasso durante la centrifugazione porti a morte la maggior parte delle cellule adipose. Si preferisce usare un metodo che conservi vitale il più possibile il tessuto adiposo e questo avviene usando delle speciali sacche sterili a filtrazione progressiva dove il grasso non subisce shock e viene contemporaneamente lavato e privato di detriti, parte oleosa e fluidi.

BGN:
L’aumento di volume del seno è uno degli interventi più amati dal pubblico femminile. Quando il lipofilling del seno può essere annoverato come una alternativa alle protesi?

P. Martinelli:
Quando la paziente non desidera sottoporsi ad un importante intervento chirurgico di mastoplastica additiva. Quando vuole un risultato naturale: forma, morbidezza, turgore tipico del seno naturale. Quando la paziente ha un seno molto piccolo sotto la prima misura e vuole aumentare il volume in modo naturale cosa che difficilmente si riuscirebbe ad ottenere con una protesi artificiale. Quando non vuole correre alcun rischio introducendo nell’organismo del materiale estraneo.

BGN
Il lipofilling del seno per il paziente è quindi un intervento meno complesso della inserzione delle protesi mammarie?

P. Martinelli:
Per il paziente lo è sicuramente inoltre si beneficia della riduzione di volume delle sedi di prelievo che verranno rimodellate: il sogno di tutte le donne, eliminare il grasso in eccesso dalle coulotte de cheval, dai fianchi, dall’addome e inserirlo nel seno per aumentarlo di volume!

La minor complessità è data da una tecnica che nel tempo si è sempre più raffinata portando questo intervento alla fruizione dei più. Si svolge in anestesia locale e quindi non ci sono i rischi legati all’anestesia totale. Se occorre, ma solo se il paziente lo desidera, è possibile praticare una sedazione: per le persone più emotive!

BGN
Con il lipofilling possiamo quindi avere un doppio risultato: toglier grasso dove è presente in eccesso e impiantarlo dove ci serve maggiormente, senza cicatrici?

P. Martinelli:
Il lipofilling del seno è un intervento che vede un duplice beneficio per la paziente: la liposcultura delle sedi di prelievo in genere addome, fianchi e cosce e l’aumento di volume del seno. Il grasso preparato come ho riferito prima viene iniettato con sottili cannule smusse di 1,5-2 mm di diametro nel seno.

Non occorre praticare incisioni, ma un piccolo foro attraverso cui la cannula può depositare il tessuto adiposo. Di norma si usano come vie di accesso il solco inframammario e l’areola mammaria; il primo per dare proiezione al seno il secondo per riempire il polo superiore e dare turgidità e volume.

BGN
Dopo anni che fine fa il grasso trapiantato? Si riassorbe nel tempo?

P. Martinelli:
Il grasso che “attecchisce” rimane per sempre. Il grasso innestato si comporta come tutto il grasso corporeo: se la persona subisce un forte dimagrimento anche il grasso impiantato ne subirà le conseguenze. Sconsiglio sempre alle pazienti di programmare dei periodi di restrizione calorica a scopo di dimagrimento nell’immediato dopo il lipofilling in quanto il nostro organismo tenderebbe ad eliminare velocemente il grasso meno stabile e quindi quello inserito con l’impianto.

Dopo un periodo di 2-4 mesi l’innesto si può considerare stabile e stabile il risultato ottenuto. Questo è il periodo più delicato e la paziente dovrà avere particolare cura a quanto detto in precedenza. Ci sono però delle tecniche e innovative terapie atte al mantenimento del grasso innestato che permettono di preservarlo e mantenerlo nel lungo periodo, anche di aumentarlo. Il lipofilling è e rimane una terapia biologica.

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Sotto: sequenza immagini di 2 casi trattati con tecnica di lipofilling del seno,
per gentile concessione dr. Pietro Martinelli

 

Prima
Caso 1. Prima
Dopo (dx)
Dopo (dx)
Dopo (sx)
Dopo (sx)
Disegno prima dell'intervento
Caso 2. Prima – Disegno prima dell’intervento
Dopo
Dopo