Giuseppe Serpieri – Flebologia: che cos’è?

Trascrizione completa intervista

La flebologia rappresenta un particolare aspetto della chirurgia vascolare che si occupa esclusivamente delle malattie venose che possono interessare quindi patologie degli arti superiori e prevalentemente degli arti inferiori.Abitualmente il pubblico e soprattutto quello femminile conosce con una certa facilità di intendimenti questo tipo di termine perchè immediatamente evoca quelle che sono le malattie venose degli arti inferiori quindi vene varicose e in particolare il problema molto sentito quello dei capillari.La flebologia si occupa delle patologie varicose: le vene varicose che sono le varici degli arti inferiori, i capillari come si diceva prima e le loro complicanze rappresentate dagli eventi flebo-trombotici o trombo-flebitici; in realtà si tratta di una stessa patologia che è provocata da cause diverse e le ulteriori loro complicanze, cioè le ulcere varicose degli arti inferiori.

Quindi queste aperture o ferite che si vengono a realizzare in corrispondenza delle gambe all’incirca all’altezza delle caviglie o poco al di sopra nella parte interna delle gambe con perdita di sostanza spesso anche accompagnata da sanguinamento, dolore e possibilità di infezione e ulteriori complicanze locali con gonfiore e con la necessità spesso di un ricovero per poter ottenere una diagnosi e una cura specifica che potrà poi essere continuata anche domiciliarmente.

Le tecnologie d’avanguardia rispetto alla cosiddetta chirurgia tradizionale è rappresentata come tutti ben sanno dallo stripping o dalla cosiddetta flebectomia, cioè l’asportazione di varici con delle piccole incisioni a livello degli arti inferiori, sono invece rappresentate dalla chirurgia endovascolare quindi dall’utilizzazione di particolari sonde che vengono introdotte all’interno delle vene attraverso dei piccoli forellini praticati con degli aghi o attraverso delle micro incisioni, talmente piccole da non richiedere neanche sutura.

Tali sonde vengono inserite e fatte risalire all’interno delle vene sotto guida ecografica quindi con utilizzazione anche di materiale diagnostico intraoperatorio.

Tutto questo consentirà al chirurgo il corretto posizionamento laddove vuole che queste fibre garantiscano la chiusura delle vene in modo da poter poi procedere direttamente con la terapia, terapia che consiste sostanzialmente con la coagulazione della parete venosa attraverso una energia generata da apparecchiature o a radio-frequenza o a energia laser trasformata quindi all’interno della vena in energia termica capace di far chiudere la vena per tutta la lunghezza desiderata.

Queste sonde una volta inserite verranno retratte lentamente con un certo tipo di velocità in centimetri al secondo, calcolati attentamente nel corso della procedura, fino a ottenere il risultato desiderato che sarà quindi la coagulazione letteralmente del vaso con l’impedimento al sangue di fuoriuscire.

Tutto questo avviene senza la necessit‡ di incisioni,senza la necessità del cosiddetto stripping e quindi senza la formazione di grossi ematomi spesso limitanti anche il decorso post-operatorio nel soggetto che viene operato con le tecniche di tipo più tradizionale.

Dott. Giuseppe Serpieri
tel. 3356791027
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